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Oramai tutti sanno che a Recanati per le prossime elezioni amministrative del 26 Maggio si presenteranno 5 candidati sindaci sostenuti da 20 liste.

Per fare un paragone Ancona (circa 100.000 abitanti) alle ultime amministrative del 2018 presentava al voto 13 liste mentre Pesaro (circa 95.000 abitanti) per le elezioni del 26 maggio 2019 presenterà al voto 15 liste.
A Recanati quindi avremo circa  un candidato consigliere ogni 50 abitanti, se non un record quasi.

 

Tale profusione di liste è ovviamente consentito dalla legge …, ed è sacrosanta in quanto vuole garantire a tutte le realtà organizzate a livello territoriale di poter aver voce nelle dinamiche amministrative comunali.

 

Se ci fermiamo un attimo ad analizzare la situazione recanatese però capiremo come la politica locale sfrutti a proprio vantaggio tale norma democratica, cercando di confondere le liste, messe insieme all’ultimo momento dai vecchi volponi della politica e dai partiti, con le vere liste civiche nate da movimenti o associazioni locali.

 

Perchè fanno tutto questo? Perchè intendono disorientare gli elettori candidando centinaia di “parenti”, sfruttando a proprio vantaggio la frammentazione elettorale conseguente, insomma creano ad arte liste elettorali concepite non necessariamente per vincere la competizione ma per “drenare” voti.

 

In tal modo gli strateghi recanatesi sanno di poter contare in partenza su un bacino di voti proporzionale al numero di liste e di candidati che appoggiano ciascun candidato sindaco. E’ un modo per “contarsi” cioè essere in grado di definire il numero di voti di partenza che ciascun candidato sindaco potrà vantare.

 

Il conto è semplice: in media ad ogni candidato in lista viene chiesto di portare 15/20 voti, tra familiari e amici, ogni lista conta da 11 a 16 candidati. Lasciamo a voi i risultati delle semplici moltiplicazioni.

 

Vi ricordiamo che Graziano Bravi può contare su ben 6 liste, Antonio Bravi su 5, Simonacci e Grufi su 4, mentre Stefano Gurini sulla sola lista del Movimento 5 stelle di Recanati.

 

Oltre a questo mal costume che alcuni hanno avuto il coraggio di chiamare “record democratico” delle liste create ad hoc per catturare voti, diverse persone ci hanno segnalato situazioni ambigue di promesse fatte direttamente o a mezza bocca su eventuali opportunità lavorative che potrebbero verificarsi nel caso venisse eletto un determinato candidato.

 

Anche in questo caso vogliamo marcare la distanza del Movimento 5 Stelle con gli altri schieramenti e garantiamo che combatteremo sempre senza esitazioni quel modello di (mala)politica che pensa di catturare e mantenere il consenso elettorale distribuendo prebende, incarichi, mance o qualche mese di lavoro precario.

 

A voi la scelta.
 

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